In altissimo. A destrissima.
Nell'angolo come sempre.
Ma risulto meno progressista di Veltroni.
Il quale risulta più progressista di Bertinotti. Ed anche laico quasi quanto Bertinotti.
Impossibile. Questo test è un'emerita pubblicità per spingere le persone di sinistra a votare veltroni.
"La Repubblica" è apertamente schierata a favore del PD.
In più nei quadranti 2 e 4 ci sarebbe spazio per "conservatori laici", "progressisti confessionali".
Comincio a sospettare che pur di farci votare Veltroni dimostrerebbero l'esistenza di "puttane vergini".
5.4.08
4.4.08
"I mediocri"
"Ma i mediocri girano liberi.
I mediocri hanno invaso le strade, occupato tutto:
politica, televisione, giornali, tutto.
I mediocri girano liberi e ci hanno imposto a che cosa comprare,
cosa è bello e cosa è brutto.
I film da vedere, le canzoni d’ascoltare, quando ridere e quando piangere.
I mediocri girano liberi come poliziotti
e se vedono passare un’idea, la sbattono dentro!
I mediocri si alleano con altri mediocri e formano un’ esercito di fronti basse;
milioni di fronti basse che gridano: banalità.
E piantano le loro bandiere nei nostri liberi stati mentali,
affinché un giorno tutte le idee saranno chiuse ad Alcatraz..
Spegnete la radio e accendete le vostre tv mediocri!
Perchè noi siamo quelli dei sogni bruciati in una notte..
quelli che si sdegnano anche se non hanno più fiato per gridare..
quelli che amano, anche se sono stati traditi mille volte.
Ma i mediocri girano liberi.
I mediocri hanno invaso le strade, i mediocri hanno occupato tutto.
Quest’ è la nostra radio e io parlo per te..
Sei ad Alcatraz, fratello!"
Diego Cugia - Alcatraz
I mediocri hanno invaso le strade, occupato tutto:
politica, televisione, giornali, tutto.
I mediocri girano liberi e ci hanno imposto a che cosa comprare,
cosa è bello e cosa è brutto.
I film da vedere, le canzoni d’ascoltare, quando ridere e quando piangere.
I mediocri girano liberi come poliziotti
e se vedono passare un’idea, la sbattono dentro!
I mediocri si alleano con altri mediocri e formano un’ esercito di fronti basse;
milioni di fronti basse che gridano: banalità.
E piantano le loro bandiere nei nostri liberi stati mentali,
affinché un giorno tutte le idee saranno chiuse ad Alcatraz..
Spegnete la radio e accendete le vostre tv mediocri!
Perchè noi siamo quelli dei sogni bruciati in una notte..
quelli che si sdegnano anche se non hanno più fiato per gridare..
quelli che amano, anche se sono stati traditi mille volte.
Ma i mediocri girano liberi.
I mediocri hanno invaso le strade, i mediocri hanno occupato tutto.
Quest’ è la nostra radio e io parlo per te..
Sei ad Alcatraz, fratello!"
Diego Cugia - Alcatraz
Elezioni anticipate - Step 2
Non ci potevo pensare. Allora ho scritto al presidente della Repubblica che, come da deontologia presidenziale, si esimerà dal rispondere alla mia "missiva elettronica".
Invito tutti i precari a inviare la stessa lettera attraverso il modulo che trovate qui.
---
Egregio signor Presidente.
Mi tremano un po' le mani a scriverle. Sa, il contatto con la rappresentanza del potere democratico delegato.
Io ho 27 anni e sono stato costretto ad andare via dal sud (provincia di Caserta) per cercare nuove vie per la mia vita, per sfuggire alla violenza quotidiana fuori e dentro il "mondo del lavoro". Sono un ingegnere elettronico.
Le mie parole saranno uguali a quelle di mille altri che "osano" scriverle.
Prescindendo da qualsivoglia pregiudizio politico, io sono qui a farle leggere che guadagno 600 euro al mese. Che pago un affitto in nero perché in bianco non posso permettermelo. Che mi pagheranno giorno 20 aprile ed ho già finito i soldi.
Non ho giorni di ferie (lavoro precario).
Le condizioni sociali ed economiche in cui mi ritrovo non mi permetteranno di esprimere il mio voto di preferenza.
Le difficoltà economiche in cui lo stato mi ha indirettamente messo mi impediscono l'esercizio di ogni funzione democratica prevista.
Sono qui a chiederle nulla, se non ad invitarla a dirmi se è giusto tutto questo.
Ossequi
Ing. TaZ
Via Miss Pippolo, 29
cell: 3xx-xxxxxxx
email: xxxxx@xx.org.ia
Invito tutti i precari a inviare la stessa lettera attraverso il modulo che trovate qui.
---
Egregio signor Presidente.
Mi tremano un po' le mani a scriverle. Sa, il contatto con la rappresentanza del potere democratico delegato.
Io ho 27 anni e sono stato costretto ad andare via dal sud (provincia di Caserta) per cercare nuove vie per la mia vita, per sfuggire alla violenza quotidiana fuori e dentro il "mondo del lavoro". Sono un ingegnere elettronico.
Le mie parole saranno uguali a quelle di mille altri che "osano" scriverle.
Prescindendo da qualsivoglia pregiudizio politico, io sono qui a farle leggere che guadagno 600 euro al mese. Che pago un affitto in nero perché in bianco non posso permettermelo. Che mi pagheranno giorno 20 aprile ed ho già finito i soldi.
Non ho giorni di ferie (lavoro precario).
Le condizioni sociali ed economiche in cui mi ritrovo non mi permetteranno di esprimere il mio voto di preferenza.
Le difficoltà economiche in cui lo stato mi ha indirettamente messo mi impediscono l'esercizio di ogni funzione democratica prevista.
Sono qui a chiederle nulla, se non ad invitarla a dirmi se è giusto tutto questo.
Ossequi
Ing. TaZ
Via Miss Pippolo, 29
cell: 3xx-xxxxxxx
email: xxxxx@xx.org.ia
Elezioni Anticipate
Prescindendo dalla personale preferenza per una lista piuttosto che per un'altra.
Prescindendo dalla discussione del "voto utile", dell'ideale "non voto" o, più spettacolarmente, della messa a verbale del seggio della propria volontà di non esprimere preferenza alcuna.
Prescindendo quindi dall'atto finale c'è un problema a monte.
Lavoro in Lombardia.
Ho un contratto precario.
Mi danno €600 euro al mese e non ho i soldi neanche per comprarmi i calzini "3 paia 2 euro".
Con i miei risparmi (32 centesimi) non riesco ad andare a votare.
La mia condizione sociale e lavorativa, e l'obbligatoria emigrazione non mi consentono di esprimere il voto.
Questo è incostituzionale.
PORCODDIO.
Per difficoltà economiche io non posso votare.
PORCODDIO.
Prescindendo dalla discussione del "voto utile", dell'ideale "non voto" o, più spettacolarmente, della messa a verbale del seggio della propria volontà di non esprimere preferenza alcuna.
Prescindendo quindi dall'atto finale c'è un problema a monte.
Lavoro in Lombardia.
Ho un contratto precario.
Mi danno €600 euro al mese e non ho i soldi neanche per comprarmi i calzini "3 paia 2 euro".
Con i miei risparmi (32 centesimi) non riesco ad andare a votare.
La mia condizione sociale e lavorativa, e l'obbligatoria emigrazione non mi consentono di esprimere il voto.
Questo è incostituzionale.
PORCODDIO.
Per difficoltà economiche io non posso votare.
PORCODDIO.
2.4.08
29.3.08
Vieni
Vieni
Vieni con me
Ci ameremo tra i platani e le zanzare
Distesi
Sopra il gorgoglìo dell'acqua
Sotto la primavera
inondati
della peluria
bianca
dei pioppi
Di fianco all'Adda
Vieni con me
Ci ameremo tra i platani e le zanzare
Distesi
Sopra il gorgoglìo dell'acqua
Sotto la primavera
inondati
della peluria
bianca
dei pioppi
Di fianco all'Adda
Manifestazione delle intenzioni di Voto
27.3.08
quella sera (2)

Gli amici al lavoro forse non esistono, e Giancarlo è un collega.
Giancarlo ogni venerdì, da almeno 30 anni, non mangia carne ma bestemmia tutti i giorni.
Un tardoromanticismo che pochi saprebbero apprezzare.
Quella sera allungai la strada del ritorno passando tra gli alberi e la riva.
Smagrito, stanco, coi capelli brizzolati, i piedi nudi e i mutandoni a righe se ne stava cogl'alluci nell'acqua.
La scritta "il lavoro rende liberi" campeggiava, tatuata, sulla sua gobba.
Il sole sciacquava il giorno nel bagliore del vermiglio.
Si tuffò. Nuotò fino alla foce del Brenta. Fissò l'immensità del mare e tornò indietro.
Giancarlo ogni venerdì, da almeno 30 anni, non mangia carne ma bestemmia tutti i giorni.
Un tardoromanticismo che pochi saprebbero apprezzare.
Quella sera allungai la strada del ritorno passando tra gli alberi e la riva.
Smagrito, stanco, coi capelli brizzolati, i piedi nudi e i mutandoni a righe se ne stava cogl'alluci nell'acqua.
La scritta "il lavoro rende liberi" campeggiava, tatuata, sulla sua gobba.
Il sole sciacquava il giorno nel bagliore del vermiglio.
Si tuffò. Nuotò fino alla foce del Brenta. Fissò l'immensità del mare e tornò indietro.
25.3.08
a' muzzarella

In Campania gran parte dei caseifici è gestito dalle cosche cammorristiche.
Adesso prendete quest'articolo:
Cliccate qui
Fotocopiatelo.
Allegate un Post-it colla scritta:
"Sì o' frato do' cazz!"
Fatelo trovare nella buca del pezzo di merda.
Fate un video di mentre legge.
Mettetelo su YouTube.
Inviate il link in un commento.
23.3.08
19.3.08
Prime vere
Stamattina gli occhi erano ancora bagnati di stanchezza e due lacrime sono scese sul viso. Erano due sogni, trapassati dal sole, accolti dai cardellini del balcone dirimpetto.
Il caffé di stamattina era più arigno. Il latte più acido del solito.
Le nuvole si stendevano in fila nel cielo come i campi arati, sotto, nei giorni marzo.
La bici lasciata allo stazionamento e il mio corpo sulla corriera diretta ai margini dell'inverno.
Sceso davanti al cancello della primavera ho trottato sulle vie d'asfalto.
Ho galoppato sui voli delle cornacchie.
Ho baciato i primi fiori.
Ho fatto il bagno sotto i petali del pesco spazzolati per bene dal vento.
La spia verde delle mia pressa mi segnala che lo stampo è caldo, che il fluido in temperatura aspetta di correre nelle vene di acciaio.
La produzione capitalistica si dissocia dal moto universale, periodico, perpetuo dei pianeti.
Il caffé di stamattina era più arigno. Il latte più acido del solito.
Le nuvole si stendevano in fila nel cielo come i campi arati, sotto, nei giorni marzo.
La bici lasciata allo stazionamento e il mio corpo sulla corriera diretta ai margini dell'inverno.
Sceso davanti al cancello della primavera ho trottato sulle vie d'asfalto.
Ho galoppato sui voli delle cornacchie.
Ho baciato i primi fiori.
Ho fatto il bagno sotto i petali del pesco spazzolati per bene dal vento.
La spia verde delle mia pressa mi segnala che lo stampo è caldo, che il fluido in temperatura aspetta di correre nelle vene di acciaio.
La produzione capitalistica si dissocia dal moto universale, periodico, perpetuo dei pianeti.
18.3.08
i lodigiani

I lodigiani sono gente metereopatica.
D'autunno e d'inverno è così tanta la nebbia che se parli senti di mangiarla. E mentr farfugli vocali e consonanti ti sei fatto un meteopasto.
I lodigiani hanno respirato così tanta nebbia che ne hanno il cervello e l'anima piena.
E quando il sole comincia a scaldare la terra c'è umidità a strafottere.
E i lodigiani sono come l'umidità estiva. Ti manifestano la loro presenza soffocante senza che tu li percepisca: a pellle.
Il lodigiano esibisce costantemente il suo sorriso di maledetto benvenuto e, con ogni occhiata, vorrebbe chiederti il permesso di soggiorno. O almeno pescare qualche infrazione da trasformare in reato.
Un uomo sorridente, al nord, merita la galera.
D'autunno e d'inverno è così tanta la nebbia che se parli senti di mangiarla. E mentr farfugli vocali e consonanti ti sei fatto un meteopasto.
I lodigiani hanno respirato così tanta nebbia che ne hanno il cervello e l'anima piena.
E quando il sole comincia a scaldare la terra c'è umidità a strafottere.
E i lodigiani sono come l'umidità estiva. Ti manifestano la loro presenza soffocante senza che tu li percepisca: a pellle.
Il lodigiano esibisce costantemente il suo sorriso di maledetto benvenuto e, con ogni occhiata, vorrebbe chiederti il permesso di soggiorno. O almeno pescare qualche infrazione da trasformare in reato.
Un uomo sorridente, al nord, merita la galera.
14.3.08
Leghe metalliche

Stanotte dormivo.
E in sogno mi arriva Eva Henger. Lo so, la donna appartiene ad un immaginario collettivo abbastanza scontato, ma vi assicuro che era arrapante.
E' in un costume un pezzo con fori sul petto che le lasciavano venir fuori le tette.
Mi sbottona i pantaloni senza conversare.
Apprezzo la prelibatezza del microscopico dialogo.
Non appena comincia a gustarmi, esplode il mio piacere.
Vengo.
Ancora. Ancora. Ancora.
Saranno stati litri. Dappertutto.
Eva comincia a scappare spaventata ed ancora non so bene cosa urlasse di preciso.
Io eiaculavo e ridevo.
E più si allontanava più tentavo di beccarla a distanza.
E fu in quel momento che pensai con lucidità quanto segue:
Vorrei un cazzo di tungsteno.
Sarebbe illuminante.
E in sogno mi arriva Eva Henger. Lo so, la donna appartiene ad un immaginario collettivo abbastanza scontato, ma vi assicuro che era arrapante.
E' in un costume un pezzo con fori sul petto che le lasciavano venir fuori le tette.
Mi sbottona i pantaloni senza conversare.
Apprezzo la prelibatezza del microscopico dialogo.
Non appena comincia a gustarmi, esplode il mio piacere.
Vengo.
Ancora. Ancora. Ancora.
Saranno stati litri. Dappertutto.
Eva comincia a scappare spaventata ed ancora non so bene cosa urlasse di preciso.
Io eiaculavo e ridevo.
E più si allontanava più tentavo di beccarla a distanza.
E fu in quel momento che pensai con lucidità quanto segue:
Vorrei un cazzo di tungsteno.
Sarebbe illuminante.
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