- Qual è il minimo comune multiplo?
- ...
- Come si calcola il minimo comune multiplo?
- ...
- Cos'è il minimo comune multiplo?
- ...
- Cosa pensi del minimo comune multiplo?
- ...
- Niente. Non pensi niente. Vieni qui da gennaio e non pensi niente. Tentenni. Scombiccheri e l'anno finisce. E siamo qui. Io e te siamo qui perché la vita è breve.
- ...
- Non ci credi?
- ...
- Tu devi fare un compito un giorno. Ed avrai un'ora perché non potrai essere lì giorni. Ma non si può star lì giorni perché ci sono altre materie. E tutte le materie sono lì che ci guardano e aspettano di essere viste perché entro la fine dell'anno devono avere un posto da qualche parte nella memoria. Entro giugno si, perché poi viene un altro anno. E poi un altro anno. E tu per fare prima vieni qui. Vieni qui perché la vita è breve. La vita è breve e tu non osi.
- ...
- Oggi il sole tramonta. Ed io sono qui. A consumare il mio tramonto insieme al tuo davanti a un foglio a quadretti.
- ...
- La vita è breve. Nonostante sia breve la vita.
- ...
- Vattene a casa.
9.5.08
altrui compagnia
Le relazioni di coppia stabili. Quest'inutile flagello che incattivisce l'umanità intera per placare il ridicolo bisogno di non sentirsi soli.
6.5.08
5.5.08
sei sorrisi
La casa in cui vivo è vuota di persone e mobili.
Al mattino, un quarto alle sette e un attimo prima di serrare la porta urlo al corridoio
Giancarlo. Alle 14:37 scorreggia. Poi si agita un po'. Allora scende in produzione.
--
Un gabbiano, sopra il traghetto, senza biglietto.
--
Una donna mi manifesta con lo malizioso sguardo il suo probabile interesse sessuale.
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Le stelle
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La faccia di questo guaglione

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Link :
- http://www.neuroblastoma.org
- http://www.comicomix.com/alessandro_2008.asp
- Miss Cirillo
Al mattino, un quarto alle sette e un attimo prima di serrare la porta urlo al corridoio
- ciao bello!Alla sera rientro stanco. Le parole rimbalzano sulle pareti vuote tutto il giorno. Apro la porta e mi urlano:
- ciao bello!--
Giancarlo. Alle 14:37 scorreggia. Poi si agita un po'. Allora scende in produzione.
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Un gabbiano, sopra il traghetto, senza biglietto.
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Una donna mi manifesta con lo malizioso sguardo il suo probabile interesse sessuale.
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Le stelle
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La faccia di questo guaglione

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Link :
- http://www.neuroblastoma.org
- http://www.comicomix.com/alessandro_2008.asp
- Miss Cirillo
25.4.08
venticinque aprile
Oltre il ponte
Testo: Italo Calvino
Migliore Musica: Modena City Ramblers
--
O ragazza dalle guance di pesca
o ragazza dalle guance d'aurora
io spero che a narrarti riesca
la mia vita all'età che tu hai ora.
Coprifuoco, la truppa tedesca
la città dominava, siam pronti:
chi non vuole chinare la testa
con noi prenda la strada dei monti.
Avevamo vent'anni e oltre il ponte
oltre il ponte ch'è in mano nemica
vedevam l'altra riva, la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte
tutto il bene avevamo nel cuore
a vent'anni la vita è oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l'amore.
Silenziosa sugli aghi di pino
su spinosi ricci di castagna
una squadra nel buio mattino
discendeva l'oscura montagna.
La speranza era nostra compagna
a assaltar caposaldi nemici
conquistandoci l'armi in battaglia
scalzi e laceri eppure felici.
Avevamo vent'anni e oltre il ponte
oltre il ponte ch'è in mano nemica
vedevam l'altra riva, la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte
tutto il bene avevamo nel cuore
a vent'anni la vita è oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l'amore.
Non è detto che fossimo santi
l'eroismo non è sovrumano
corri, abbassati, dai corri avanti!
ogni passo che fai non è vano.
Vedevamo a portata di mano
oltre il tronco il cespuglio il canneto
l'avvenire di un giorno più umano
e più giusto più libero e lieto.
Avevamo vent'anni e oltre il ponte
oltre il ponte ch'è in mano nemica
vedevam l'altra riva, la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte
tutto il bene avevamo nel cuore
a vent'anni la vita è oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l'amore.
Ormai tutti han famiglia hanno figli
che non sanno la storia di ieri
io son solo e passeggio fra i tigli
con te cara che allora non c'eri.
E vorrei che quei nostri pensieri
quelle nostre speranze di allora
rivivessero in quel che tu speri
o ragazza color dell'aurora.
Avevamo vent'anni e oltre il ponte
oltre il ponte ch'è in mano nemica
vedevam l'altra riva, la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte
tutto il bene avevamo nel cuore
a vent'anni la vita è oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l'amore.
22.4.08
Il male dell'Italia
L'unica vera fonte di tutto il male dell'Italia è che lo Stato non ha un unico, gigante, strafottuto database relazionale.
21.4.08
Meraviglie
19.4.08
19 aprile (2)
Quella mattina scoprii che esistevano la polvere e 50cents sotto il divanoletto.
I granelli di polvere se la facevano insieme la sera prima, e la mattina trovai i GREMLINS: batuffoli enormi capaci d'incutere un certo rispetto.
Al microscopio emergevano coacervi complessi e caotici di peli, polvere, unghie, pelle morta, stafilococchi che chiavavano tuttinzieme e larve negre col cazzo in mano.
Ne fui commosso.
Accostato il GREMLINS numero 1 agli altri, tantai di spazzarli via... ma correvano. Rotolavano sulla pavimentazione ani '60 come batuffoli di arbusti nel deserto.
D'uimprovviso, affannato, mi poggiai alla porta, guardai il cielo e capii l'aspirapolvere.
Mi sedetti sul sofà.
"Si, il sofà. Il nemico numero uno degli aspirapolvere della città" [P. Conte - Gli impermeabili]
I granelli di polvere se la facevano insieme la sera prima, e la mattina trovai i GREMLINS: batuffoli enormi capaci d'incutere un certo rispetto.
Al microscopio emergevano coacervi complessi e caotici di peli, polvere, unghie, pelle morta, stafilococchi che chiavavano tuttinzieme e larve negre col cazzo in mano.
Ne fui commosso.
Accostato il GREMLINS numero 1 agli altri, tantai di spazzarli via... ma correvano. Rotolavano sulla pavimentazione ani '60 come batuffoli di arbusti nel deserto.
D'uimprovviso, affannato, mi poggiai alla porta, guardai il cielo e capii l'aspirapolvere.
Mi sedetti sul sofà.
"Si, il sofà. Il nemico numero uno degli aspirapolvere della città" [P. Conte - Gli impermeabili]
19 aprile
Quella sera andai a letto presto.
Come ogni sabato mi svegliai tardi e senza l'ansia del lavoro che vibrasse nelle membra.
Rotolai dal letto al pavimento. E sul tappeto per un po' ascoltando Cimarosa.
Come ogni sabato guardai tutte le sue foto e andai al mercato della frutta.
Come ogni sabato mi svegliai tardi e senza l'ansia del lavoro che vibrasse nelle membra.
Rotolai dal letto al pavimento. E sul tappeto per un po' ascoltando Cimarosa.
Come ogni sabato guardai tutte le sue foto e andai al mercato della frutta.
17.4.08
17 aprile 2008
Quella sera era un pomeriggio più freddo del solito.
La primavera era venuta qualch giorno e s'era ritirata sotto una coltre infrangibile di spesso freddo.
Alle 12:31 marcammo il cartellino e camminammo a passo svelto fino al parco.
Tirai fuori l'insalata di riso vecchia di 3 giorni.
Lui il suo panino con il prosciuto e il formaggio mezzo marcio.
Luca parlava un italiano intriso di dialetto piacentino. Aveva una bella voce, un po' rauca. Grattava le parole. Grattava la "r" come i tedeschi ed apriva le vocali. Leggeva a colpo d'occhio tutta una videata.
Luca aveva 24 anni e 264 giorni. Quell'anno bisestile allungò di 1 giorno l'attesa della sua parca festa.
Bevemmo qualche raggio di sole, col naso alzato sopra la panchina di pietra.
Fu l'ultimo pranzo.
Al rientro sulla macchina di Luca c'era una lettera.
Appena la tocca arriva, trafelato, il responsabile del personale.
Luca dalle 17 aveva finito di lavorare. Il suo progetto ero finito. Senza fine e, soprattutto, senza motivo. Ma erano le leggi del mercato del lavoro. E Luca era, come tutti, una merce messa lì per un pò.
A differenza di tutto il materiale che ci circondava noi eravamo merce mobile in grado di produrre capitale senza aver per forza bisogno di avere spese fisse.
Tutto dipendeva dal mercato. Se il mercato diceva €10 noi lavoravamo per €10 all'ora.
In quei giorni il mercato diceva 6.8. E noi guadagnavamo €6.8 l'ora. Per 9 ore al giorno. E all'uscita ci perdavamo in 1 ora di traffico. E non avevamo vita personale che non fosse quella della cucina, del cesso e del letto. Non riuscivamo più a fotterci una femmina scassandola.
Da quella sera le pause pranzo divennero solitarie e sempre più insopportabili.
Il gelo della solitudine della consumazione di un pasto è una lastra di ghiaccio perenne.
I miei pranzi divennero presto più veloci. Sempre più veloci. Mangiavo con la foga di chi non ha tempo. Di chi sa ch'è sempre tardi quando sei a lavoro. Ingurgitavo e speravo poi di digerire la rabbia e la tensione che mi consumavano il diaframma.
Sentii, quella sera, con quanta somma semplicità può terrorizzare chi decide di non farti più mangiare.
E d'improvviso l'immagine di mio padre si compose sulla faccia del muro e capii, quella sera, perché era felice la domenica quando eravamo tutt'intorno a lui che, domando la fornce, cuoceva il pollo e sorrideva a noi che rivestivamo di pelle e carne il sangue suo che ci rigirava dappertutto.
La primavera era venuta qualch giorno e s'era ritirata sotto una coltre infrangibile di spesso freddo.
Alle 12:31 marcammo il cartellino e camminammo a passo svelto fino al parco.
Tirai fuori l'insalata di riso vecchia di 3 giorni.
Lui il suo panino con il prosciuto e il formaggio mezzo marcio.
Luca parlava un italiano intriso di dialetto piacentino. Aveva una bella voce, un po' rauca. Grattava le parole. Grattava la "r" come i tedeschi ed apriva le vocali. Leggeva a colpo d'occhio tutta una videata.
Luca aveva 24 anni e 264 giorni. Quell'anno bisestile allungò di 1 giorno l'attesa della sua parca festa.
Bevemmo qualche raggio di sole, col naso alzato sopra la panchina di pietra.
Fu l'ultimo pranzo.
Al rientro sulla macchina di Luca c'era una lettera.
Appena la tocca arriva, trafelato, il responsabile del personale.
- Guardi io non so perché. Ma potrebbe sempre buttarsi sotto un treno al rientro.Il ghigno di iena gli si stampò d'improvviso sul viso.
Luca dalle 17 aveva finito di lavorare. Il suo progetto ero finito. Senza fine e, soprattutto, senza motivo. Ma erano le leggi del mercato del lavoro. E Luca era, come tutti, una merce messa lì per un pò.
A differenza di tutto il materiale che ci circondava noi eravamo merce mobile in grado di produrre capitale senza aver per forza bisogno di avere spese fisse.
Tutto dipendeva dal mercato. Se il mercato diceva €10 noi lavoravamo per €10 all'ora.
In quei giorni il mercato diceva 6.8. E noi guadagnavamo €6.8 l'ora. Per 9 ore al giorno. E all'uscita ci perdavamo in 1 ora di traffico. E non avevamo vita personale che non fosse quella della cucina, del cesso e del letto. Non riuscivamo più a fotterci una femmina scassandola.
Da quella sera le pause pranzo divennero solitarie e sempre più insopportabili.
Il gelo della solitudine della consumazione di un pasto è una lastra di ghiaccio perenne.
I miei pranzi divennero presto più veloci. Sempre più veloci. Mangiavo con la foga di chi non ha tempo. Di chi sa ch'è sempre tardi quando sei a lavoro. Ingurgitavo e speravo poi di digerire la rabbia e la tensione che mi consumavano il diaframma.
Sentii, quella sera, con quanta somma semplicità può terrorizzare chi decide di non farti più mangiare.
E d'improvviso l'immagine di mio padre si compose sulla faccia del muro e capii, quella sera, perché era felice la domenica quando eravamo tutt'intorno a lui che, domando la fornce, cuoceva il pollo e sorrideva a noi che rivestivamo di pelle e carne il sangue suo che ci rigirava dappertutto.
14.4.08
Vi scrivo La sinistra che ho visto
In anni di attività politica vi scrivo la sinistra che ho visto.
I centri sociali
Ho visto la sinistra dei centri sociali che finanzia almeno il 90% delle droghe circolanti.
Gente che a forza di senso di appartenenza al gruppo ha ritrito concetti dogmatici trovando svincolo nell'acriticismo di ogni azione intrapresa.
Ed ho visto nascere e morire Officina 99 nelle cene vegetariane e nella festa della semina della marijuana. Per poi vederli tutti in silenzio il giorno in cui sotto al terrazzo di Officina la camorra sparò in faccia a uno.
E nessun compagno vide niente. Nonostante fossero tutti sul balcone.
DS-PD-Margherita
Sono gli attuali PIDDINI, gli ex PDS. Quelli che fecere un anno la lista dei progressisti. E poi hanno inglobato Rutelli (che era un anteclericale). Sono progrediti tanto da navigare verso il centro. E i loro fanz... i fanz... che mutavano partiti che navigavano nel mare della politica italiana e si lasciavano indietro i detriti: rifondazione, partito comunista. Ed hanno ancora "L'Unità". E sopra l'Unità c'è ancora la scritta "quotidiano fondato da Antonio Gramsci". Antonio Gramsci cazzo.
Bene ho frequentato i DS. Generalmente erano ex sessantottini piegati al potere del tempo. Sono quelli che hanno fondato i sindacati e poi li hanno trasformati in sezioni staccate dei partiti, e quindi li hanno inquinati di clientelismo e vergognosa bagarre con i padroni, i forti ed i partiti che gli garantivano tessere, finanziamenti.
La maggior parte dei sindacalisti importanti sono apertamente schierati a favore dell'attuale Partito Democratico. Non farnetico affatto.
Ho avuto la sfortuna di lavorare come consulente e progettista per alcune università campane. Le università sono tutte controllate da loro: Federico II, Seconda Università di Napoli, Partenope, Sor Orsola, Università degli Studi di Cassino (Lazio) ecc.
Chi "gestiva" il mio co.co.pro. era un ex sottosegretario alla pubblica istruzione che non mi ha mai pagato. Che ha gestito milioni di euro di finanziamenti europei per mangiare lui ed amici. Per costruire strutture abbandonate. Per gestire lavoro temporaneo e creare bacini di voti.
E quando ho fatto la vertenza sindacale per avere i miei soldi, la CGIL ha strappato e infangato la mia causa. La CGIL e il tipo erano amichetti. Stretti stretti.
Mentitori di prim'ordine. Bastardi. Corrotti. Vergognosi. Borghesi e classisti. Finti personaggi che s'interessanto in maniera finta all'arte, alla letteratura ed esibiscono in pubblico il loro finto mecenatismo. Distruggerebbero ogni traccia di tutto quanto ostacola il loro cammino verso la sottomissione dell'altro.
E quando raggiungono il potere lo gestiscono con vergognosa disonestà.
Spudarti e svergognati.
Chi ne ha controprova lo dimostri.
Rifondaroli-Criticisti-Marxisti-Leninisti-Maoisti-Trotzkisti- Progressisti-Revisionisti
Un covo di inutili blateratori.
A differenza degli afferenti ai DS-PD-Margherita hanno letto qualcosa e le loro roccaforti sono i libri che hanno letto. Lo spirito critico non serve a migliorare la loro interpretazione della realtà, ma a creare divisione tra ciascuno di loro e qualunque individuo intorno a loro.
Sono perciò individualisti. Egoisti. E vogliono imporre il loro punto di vista. Ed anche se saranno in 3 o in 2 saranno un partito. Una corrente. Un pensiero con tanto di slogan e mostre dei cimeli d'odio verso gli altri "pseudocompagni" considerati meno puritani di loro.
Prendere due qualunque di quelli sopra elencati e ciascuno di loro dirà che qualunque afferente all'altro blocco comunista è coglione quasi quanto un fascista.
Completamente inutili si formano nelle riunioni che cominciano la sera verso le 20:00 in inverno e le 22 in estate (fa chic sentirsi clandestini) e urlano fino alle 1 di notte almeno per poi posare le sedie e terminare quella sera stessa la prima seduta rivoluzionaria.
Conclusione
La sinistra in Italia non rappresenta nessuno. Nessuno più.
Il capitalismo, giunto al suo apice della manifestazione delocalizzata dell'immagine spettacolare delle proiezione dei sogni degli individui, pilota le loro preferenze.
Tutti si sentono imprenditori.
L'uomo che vende le olive al mercato di Pignataro Maggiore (CE) ha confessato a mia mamma che voterà Berlusconi perché anche lui si sente un imprenditore. Di se stesso.
E si è verificato un fatto storico.
Dopo 60 anni nel parlamento non ci sarà neanche un comunista.
Il sogno della P2 (coincidente con quello Berlusconiano) è compiuto.
E siamo tutti complici.
Io. Voi lettori. E tutti i politici che l'hanno distrutta per sempre.
Amen.
I centri sociali
Ho visto la sinistra dei centri sociali che finanzia almeno il 90% delle droghe circolanti.
Gente che a forza di senso di appartenenza al gruppo ha ritrito concetti dogmatici trovando svincolo nell'acriticismo di ogni azione intrapresa.
Ed ho visto nascere e morire Officina 99 nelle cene vegetariane e nella festa della semina della marijuana. Per poi vederli tutti in silenzio il giorno in cui sotto al terrazzo di Officina la camorra sparò in faccia a uno.
E nessun compagno vide niente. Nonostante fossero tutti sul balcone.
DS-PD-Margherita
Sono gli attuali PIDDINI, gli ex PDS. Quelli che fecere un anno la lista dei progressisti. E poi hanno inglobato Rutelli (che era un anteclericale). Sono progrediti tanto da navigare verso il centro. E i loro fanz... i fanz... che mutavano partiti che navigavano nel mare della politica italiana e si lasciavano indietro i detriti: rifondazione, partito comunista. Ed hanno ancora "L'Unità". E sopra l'Unità c'è ancora la scritta "quotidiano fondato da Antonio Gramsci". Antonio Gramsci cazzo.
Bene ho frequentato i DS. Generalmente erano ex sessantottini piegati al potere del tempo. Sono quelli che hanno fondato i sindacati e poi li hanno trasformati in sezioni staccate dei partiti, e quindi li hanno inquinati di clientelismo e vergognosa bagarre con i padroni, i forti ed i partiti che gli garantivano tessere, finanziamenti.
La maggior parte dei sindacalisti importanti sono apertamente schierati a favore dell'attuale Partito Democratico. Non farnetico affatto.
Ho avuto la sfortuna di lavorare come consulente e progettista per alcune università campane. Le università sono tutte controllate da loro: Federico II, Seconda Università di Napoli, Partenope, Sor Orsola, Università degli Studi di Cassino (Lazio) ecc.
Chi "gestiva" il mio co.co.pro. era un ex sottosegretario alla pubblica istruzione che non mi ha mai pagato. Che ha gestito milioni di euro di finanziamenti europei per mangiare lui ed amici. Per costruire strutture abbandonate. Per gestire lavoro temporaneo e creare bacini di voti.
E quando ho fatto la vertenza sindacale per avere i miei soldi, la CGIL ha strappato e infangato la mia causa. La CGIL e il tipo erano amichetti. Stretti stretti.
Mentitori di prim'ordine. Bastardi. Corrotti. Vergognosi. Borghesi e classisti. Finti personaggi che s'interessanto in maniera finta all'arte, alla letteratura ed esibiscono in pubblico il loro finto mecenatismo. Distruggerebbero ogni traccia di tutto quanto ostacola il loro cammino verso la sottomissione dell'altro.
E quando raggiungono il potere lo gestiscono con vergognosa disonestà.
Spudarti e svergognati.
Chi ne ha controprova lo dimostri.
Rifondaroli-Criticisti-Marxisti-Leninisti-Maoisti-Trotzkisti- Progressisti-Revisionisti
Un covo di inutili blateratori.
A differenza degli afferenti ai DS-PD-Margherita hanno letto qualcosa e le loro roccaforti sono i libri che hanno letto. Lo spirito critico non serve a migliorare la loro interpretazione della realtà, ma a creare divisione tra ciascuno di loro e qualunque individuo intorno a loro.
Sono perciò individualisti. Egoisti. E vogliono imporre il loro punto di vista. Ed anche se saranno in 3 o in 2 saranno un partito. Una corrente. Un pensiero con tanto di slogan e mostre dei cimeli d'odio verso gli altri "pseudocompagni" considerati meno puritani di loro.
Prendere due qualunque di quelli sopra elencati e ciascuno di loro dirà che qualunque afferente all'altro blocco comunista è coglione quasi quanto un fascista.
Completamente inutili si formano nelle riunioni che cominciano la sera verso le 20:00 in inverno e le 22 in estate (fa chic sentirsi clandestini) e urlano fino alle 1 di notte almeno per poi posare le sedie e terminare quella sera stessa la prima seduta rivoluzionaria.
Conclusione
La sinistra in Italia non rappresenta nessuno. Nessuno più.
Il capitalismo, giunto al suo apice della manifestazione delocalizzata dell'immagine spettacolare delle proiezione dei sogni degli individui, pilota le loro preferenze.
Tutti si sentono imprenditori.
L'uomo che vende le olive al mercato di Pignataro Maggiore (CE) ha confessato a mia mamma che voterà Berlusconi perché anche lui si sente un imprenditore. Di se stesso.
E si è verificato un fatto storico.
Dopo 60 anni nel parlamento non ci sarà neanche un comunista.
Il sogno della P2 (coincidente con quello Berlusconiano) è compiuto.
E siamo tutti complici.
Io. Voi lettori. E tutti i politici che l'hanno distrutta per sempre.
Amen.
Risultato Elettorale
Sinistra critica + Sinistra Arcobaleno + Partito comunistra dei lavoratori + Partito Comunista Marxista Leninista = 0 deputati + 0 senatori.
+3.6% di assenteismo, quasi tutti di sinistra.
I poveri e gli operai votano Berlusconi.
Il voto utile citato da Veltroni si è rivelato, come sostenevo, una mera bugia.
Ed ora, cari connazionali, comprate la vasellina e preparate il culo.
Ah. Come scritto qualche post fa, cambieranno anche i libri di storia.
Craxi sarà un martire.
Bello. Bello.
Viva l'italia.
+3.6% di assenteismo, quasi tutti di sinistra.
I poveri e gli operai votano Berlusconi.
Il voto utile citato da Veltroni si è rivelato, come sostenevo, una mera bugia.
Ed ora, cari connazionali, comprate la vasellina e preparate il culo.
Ah. Come scritto qualche post fa, cambieranno anche i libri di storia.
Craxi sarà un martire.
Bello. Bello.
Viva l'italia.
12.4.08
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