Mi ero dato per malato quel giorno.
Marcii nel letto fino alle undici del mattino.
Guardai oltre la zanzariera fino alle ventitré.
Adorno d'una canottiera giallo senape a girocollo guardavo il mondo da dietro la zanzariera senza che mi rispondesse.
Per tutta la mattina dopo cercai sesso.
Per tutto il pomeriggio cercai una donna con cui parlare.
Per tutta la sera cercai una donna silenziosa che si lasciasse accarezzare i capelli e le guance. Senza che ci presentassimo. Senza dire. Persenzaniente. E andarsene. Per sempre.
Per tutta la notte cercai compagnia per bere.
Ma sul comodino c'era solo un euro.
Ma di lato al comdino c'era solo il letto sfatto e un tale con una canottiera giallo senape a girocollo.
Allora decisi di depilarmi il cazzo.
E la mattina dopo ci saremmo incontrati tutti al bar, a mangiarci le palle dei nostri datori di lavoro con gli stuzzicadenti dentro al Martini.(*)
(*)Ulisse Guarino - xxx
7.6.08
6.6.08
La cattiva strada
Alla parata militareF. De André
sputò negli occhi a un innocente
e quando lui chiese "Perché "
lui gli rispose "Questo è niente
e adesso è ora che io vada"
e l'innocente lo seguì,
senza le armi lo seguì
sulla sua cattiva strada.
Sui viali dietro la stazione
rubò l'incasso a una regina
e quando lei gli disse "Come "
lui le risposte "Forse è meglio è come prima
forse è ora che io vada "
e la regina lo seguì
col suo dolore lo seguì
sulla sua cattiva strada.
E in una notte senza luna
truccò le stelle ad un pilota
quando l'aeroplano cadde
lui disse "È colpa di chi muore
comunque è meglio che io vada "
ed il pilota lo seguì
senza le stelle lo seguì
sulla sua cattiva strada.
A un diciottenne alcolizzato
versò da bere ancora un poco
e mentre quello lo guardava
lui disse "Amico ci scommetto stai per dirmi
adesso è ora che io vada"
l'alcolizzato lo capì
non disse niente e lo seguì
sulla sua cattiva strada.
Ad un processo per amore
baciò le bocche dei giurati
e ai loro sguardi imbarazzati
rispose "Adesso è più normale
adesso è meglio, adesso è giusto, giusto, è giusto
che io vada "
ed i giurati lo seguirono
a bocca aperta lo seguirono
sulla sua cattiva strada,
sulla sua cattiva strada.
E quando poi sparì del tutto
a chi diceva "È stato un male"
a chi diceva "È stato un bene "
raccomandò "Non vi conviene
venir con me dovunque vada,
ma c'è amore un po' per tutti
e tutti quanti hanno un amore
sulla cattiva strada
sulla cattiva strada.
5.6.08
dignitade
di|gni|tà
s.f.inv.
AU
1 condizione di onorabilità e di nobiltà morale che deriva all’uomo dalle sue qualità intrinseche o da meriti particolari; il rispetto che per tale condizione si ha di sé e si esige dagli altri: difendere, tutelare la propria d., mancare, essere privo, non avere un briciolo di d., un crimine che offende la d. umana | carattere nobile, esemplare o degno di rispetto: d. di un’istituzione, del lavoro
2 espressione grave e severa: d. di uno sguardo, del volto | bellezza austera: d. di un edificio
3a carica elevata, alto ufficio: d. senatoria, cardinalizia, civile, religiosa | TS dir.can., ogni titolo o ufficio a cui sono annessi privilegi, preminenze e giurisdizione
3b LE persona insignita di una carica elevata: tre badesse, fiancheggiate da altre d. ..., non volevano accettare la sua soprintendenza (Manzoni)
4 BU posizione sociale elevata
5 TS filos., non com., principio generale e assoluto, assioma
s.f.inv.
AU
1 condizione di onorabilità e di nobiltà morale che deriva all’uomo dalle sue qualità intrinseche o da meriti particolari; il rispetto che per tale condizione si ha di sé e si esige dagli altri: difendere, tutelare la propria d., mancare, essere privo, non avere un briciolo di d., un crimine che offende la d. umana | carattere nobile, esemplare o degno di rispetto: d. di un’istituzione, del lavoro
2 espressione grave e severa: d. di uno sguardo, del volto | bellezza austera: d. di un edificio
3a carica elevata, alto ufficio: d. senatoria, cardinalizia, civile, religiosa | TS dir.can., ogni titolo o ufficio a cui sono annessi privilegi, preminenze e giurisdizione
3b LE persona insignita di una carica elevata: tre badesse, fiancheggiate da altre d. ..., non volevano accettare la sua soprintendenza (Manzoni)
4 BU posizione sociale elevata
5 TS filos., non com., principio generale e assoluto, assioma
4.6.08
quattro giugno
Quel giorno finì così presto che non mi sembrò neanche di vederla l'alba.
Quell'alba così piovosa e fredda nonostante il giugno ci braccasse.
Non vidi nulla. Niente.
Ad occhi appena schiusi tentennai sul fianco prima di decidere se chiamare il dottore o andare al lavoro.
Quella mattina ero malato.
Avevo un leggero mal di stomaco per tutta la solitudine inghiottita in quei giorni.
La testa era sbronza di stanchezza.
Avrei voluto dormire e difendermi con le zanzariere dalla giornata che voleva pungermi.
E non sarei andato al fiume né altrove.
Sarei rimasto lì, a tracciare con la vergognosa scarna sintassi di un giornalista di cronaca sportiva o nera di quotidiani locali, drammatizzando sul quanto c'è brutto a vedere il giorno fuori e l'uomo dentro, così, senza che puoi farci niente.
Quell'alba così piovosa e fredda nonostante il giugno ci braccasse.
Non vidi nulla. Niente.
Ad occhi appena schiusi tentennai sul fianco prima di decidere se chiamare il dottore o andare al lavoro.
Quella mattina ero malato.
Avevo un leggero mal di stomaco per tutta la solitudine inghiottita in quei giorni.
La testa era sbronza di stanchezza.
Avrei voluto dormire e difendermi con le zanzariere dalla giornata che voleva pungermi.
E non sarei andato al fiume né altrove.
Sarei rimasto lì, a tracciare con la vergognosa scarna sintassi di un giornalista di cronaca sportiva o nera di quotidiani locali, drammatizzando sul quanto c'è brutto a vedere il giorno fuori e l'uomo dentro, così, senza che puoi farci niente.
Cinecitazione #3

Andreotti: Non capisco adesso cosa vuole da me, signora
Signora: ... (lo abbraccia)
A: Sa quante persone ho conosciuto io? Circa trecentomila. E crede che questa folla oceanica sia servita a farmi sentire meno solo?
S: ...
A: Goda della sua storia col giovane. Il suo amante è il raffreddore di una stagione. Suo marito è la cura benefica, eterna, per la malattia che ci contamina tutti: la solitudine. Torni a casa.
S: ...
Il divo - P. Sorrentino (2008)
Signora: ... (lo abbraccia)
A: Sa quante persone ho conosciuto io? Circa trecentomila. E crede che questa folla oceanica sia servita a farmi sentire meno solo?
S: ...
A: Goda della sua storia col giovane. Il suo amante è il raffreddore di una stagione. Suo marito è la cura benefica, eterna, per la malattia che ci contamina tutti: la solitudine. Torni a casa.
S: ...
Il divo - P. Sorrentino (2008)
28.5.08
fine maggio
Quella sera fu così bella che mi sembrò un pomeriggio.
Con le gambe lunghe e ben disegnate mi aprì la porta.
Un'essenza coperta di autoreggenti nere e senza mutande mi sorrideva.
Presto il tavolo finì sotto il muro e le cose un po' dappertutto.
Tacqui per qualche ora ancora. Poi bevvi vino rosso.
Con le gambe lunghe e ben disegnate mi aprì la porta.
Un'essenza coperta di autoreggenti nere e senza mutande mi sorrideva.
Presto il tavolo finì sotto il muro e le cose un po' dappertutto.
- Il tuo sorriso è meraviglioso.
- Mi guardi con gli occhi dell'affettività gratuita. Mi idealizzi.
- Sei perfetto.
- Che ne sai tu della perfezione.
- Niente. Ne so niente. Ma mi somiglia moltissimo.
Tacqui per qualche ora ancora. Poi bevvi vino rosso.
"Distruggeremo l'asfalto con dei giardini colorati" - F. Battiato
26.5.08
ventisei maggio

Quella sera ero stanco.
Presi su le giacche lasciate lì da quell'inverno ancora in fondo alla strada e le portai al lavandaio per sei euro.
Ebbene, d'improvviso un futile senso di utilità economica mi pervase, feci in tempo ad ingurgitarlo con l'ultimo sorso di Peroni prima che il sole tramontasse. Prima che anche quel giorno finisse sulla ferraglia ossidata degli altri giorni accatastati dentro l'armadio quattrostagioni.
Tirai via dai cassetti il pigiama a righine da geleoto al sapore di naftalina. Ci ficcai dentro le cosce e le braccia e mi addormentai, come ogni sera, dopo un orgasmo atoprodotto che staccasse il senso di solitudine da dosso per lasciarlo dormire lì, accanto al mio fianco rigirato sul letto a due piazze.
22.5.08
Per senza niente
Sei uomo e donna,
madre, figlio, eroe
genio e operaio metalmeccanico
Solo quando fai le cose per senza niente,
figlio mio.
Ti ho insegnato a seguire il principio di causalità.
Dimenticalo.
Pure Quello che morì sulla croce
lo sapeva
che moriva per senza niente.
Patrizia M.
(ritocchi OpenSource a cura di TaZ)
20.5.08
Contro la censura
Da lunedì 19 maggio 2008 Marco Travaglio farà una puntata in onda su internet ogni lunedì su temi di attualità.
Ho deciso di dedicare spazio alla sua parola.
A voi la prima puntata.
Ho deciso di dedicare spazio alla sua parola.
A voi la prima puntata.
19.5.08
Cortometraggio #1
Titolo: Che cosa sono le nuvole
Regia: Pier Paolo Pasolini
Colonna Sonora: Domenico Modugno
Attori: Ninetto Davoli, Totò, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Domenico Modugno
Consiglio: Selezionare un trancio per volta e guardarlo con casse alte a tutto schermo. Con davanti 50 minuti di silenzio ininterrotti.
Regia: Pier Paolo Pasolini
Colonna Sonora: Domenico Modugno
Attori: Ninetto Davoli, Totò, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Domenico Modugno
Consiglio: Selezionare un trancio per volta e guardarlo con casse alte a tutto schermo. Con davanti 50 minuti di silenzio ininterrotti.
14.5.08
La sinistra
13.5.08
Post Lavoro
Quella sera feci 2 ore di straordinario non pagato.
Mi si rigiravano gli occhi dalla stanchezza, a guardare l'atrio del cervello tra le orbite e la faringe.
- Vado a fare spesa!? Cosa compro?!?
- Che cazzo ne so.
- Il latte?
- Il tonno.
- Il tonno? Che schifo. Dai...
- Compra il latte. E il petto di pollo.
- Allora vado.
- Guarda cosa ho comprato!
- Ma che cazzo hai comprato?
- Erano in offerta!
- Alessandro, sono 3 petti di pollo. Un chilo e tre quarti di fottuto petto di pollo!
- Visto?!!? Era in offerta!
- Chi cazzo lo taglia?
- C'è il coltello.
- Quel coltello non taglia. Non passerò i miei 5 minuti di libertà giornalieri residui a tagliare petto di pollo per le prossime 2 settimane per risparmiare 1 euro. Una fottuta ora del mio tempo libero vale più un euro!
- Andiamo al campetto?
- Vai vai... IL PETTO DI POLLO. Fottuti polli.
Afferrai i petti e li strinsi nelle mani che per poco non esplodevano. Li misi di rimpetto al sole, nella controluce di quel tredicesimo tramonto di quel maggio in quell'emarginato quatrtiere che mi vide uscire poco. Luccicavano e li guardai con occhi violenti, ma non smisero di luccicare.
- DIO... Fottuto dio.
Mi si rigiravano gli occhi dalla stanchezza, a guardare l'atrio del cervello tra le orbite e la faringe.
- Vado a fare spesa!? Cosa compro?!?
- Che cazzo ne so.
- Il latte?
- Il tonno.
- Il tonno? Che schifo. Dai...
- Compra il latte. E il petto di pollo.
- Allora vado.
- Guarda cosa ho comprato!
- Ma che cazzo hai comprato?
- Erano in offerta!
- Alessandro, sono 3 petti di pollo. Un chilo e tre quarti di fottuto petto di pollo!
- Visto?!!? Era in offerta!
- Chi cazzo lo taglia?
- C'è il coltello.
- Quel coltello non taglia. Non passerò i miei 5 minuti di libertà giornalieri residui a tagliare petto di pollo per le prossime 2 settimane per risparmiare 1 euro. Una fottuta ora del mio tempo libero vale più un euro!
- Andiamo al campetto?
- Vai vai... IL PETTO DI POLLO. Fottuti polli.
Afferrai i petti e li strinsi nelle mani che per poco non esplodevano. Li misi di rimpetto al sole, nella controluce di quel tredicesimo tramonto di quel maggio in quell'emarginato quatrtiere che mi vide uscire poco. Luccicavano e li guardai con occhi violenti, ma non smisero di luccicare.
- DIO... Fottuto dio.
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