Titolo: Quinto Livello MetalmeccanicoData: 16 luglio 2008
Tecnica: Acrilico su cartone telato
Dimensioni: 35x50cm
Ingenuità (autocritica):
- Pennello troppo grande
- Tavola troppo piccola
- Troppo rosso dominante
Voto: At vous
poesie, parafrasi, pensieri liberi e a pagamento a volta anche osceni. P1M e idee da rottamare in cambio di una SMART. Monnezza insomma...
- Femmina.
- Maschio... dimmi.
- Potrei schematizzare tutto il corpo tuo come un'unico punto e sai dov'è la fregatura?
- Dove?
- Che non sarebbe mai il tuo punto G.

Quella mattina mi sentii leggero come mai.- Un succo di frutta all'arancia.- Arrivederla signor Paolo.
- Due. Il mio con ghiaccio. Grazie.
- Anche il mio.
- Che bello il mercato. E' un fenomeno sociale senza tempo.
- Si. E' vero. Però il mercato del sabato è meno autentico.
- Dice? Si... troppi colletti bianchi in mezzo alla frutta stonano.
- Mi firma allora?
- Certo che firmo. Togliermi dalle palle la vostra azienda è la mia pace.
- hehehehe
- Che fa? Ride?
- Non posso parlare. In fondo sono ancora un dipendente.
- Beh, ha un futuro!
- Hehehehe potessi me ne andrei in inghilterra.
- Però... a far cosa?
- Pasta asciutta. Quei coglioni degl'inglesi vanno matti per le cazzate italiane. Vorrei una casa in campagna e un cane e... mia moglie.
- Lo faccia.
- Mia moglie non vuole.
- Provi col cane.
- Ci andrò appena finirò di lavorare. Fino alla morte.
- Le auguro che la morte non giochi d'anticipo. Una fine bucolica è anche il mio sogno.
- Lei è un galantuomo.
- Lo so. E per gli scostumati proporrei la violenza fisica quotidiana. Ho incontrato camorristi molto meno scostumati del direttore.
- Hehehehe
- La scostumatezza è una malattia genetica che si manifesta e degenera in assenza di mazzate.
- Pensavo alla sua lettera di dimissioni e a quella indirizzata al direttore.
- E cosa pensava?
- Che lei dovrebbe scrivere un libro.
- Il succo di frutta è finito. Paga lei? (sorrido)
- Bene... il mio numero ce l'ha. Qualunque cosa le occorra mi chiami.
- Lei ha il mio, per qualunque problema mi chiami. Sono meno pasticcione di lei, e più scientifico, quindi potrà chiamarmi per le cose serie.
- Hehehehehe! Arrivederla signor TaZ.
-Dov'è che vai!? Dove vai?e cominciò a ridere.
- Dove cazzo mi porti, TaZ!!?

Spett.le Dott. Taz,
Le scrivo per un sogno che ho fatto proprio stanotte, praticamente ieri.
Però forse l’ho fatto stamattina poco prima di svegliarmi e forse allora, come si dice, si avvera. Dunque, sognai che ero su un treno:
L’eurostar, ma proprio uguale a quello che si prende e che si prenota al telefono e il biglietto ti arriva sul cellulare. Costa un po’ di più, ma se hai fretta, per buoni motivi (capsci amme’), vale la pena. Ma andiamo al sodo. Ero diretta a Milano, anche se, in realtà, il treno era diretto a Milano.
A un certo punto, come se mi svegliassi da quell’addormentamento stupido che ti piglia in treno, mi metto a guardare fuori per capire dov'ero. Si vedevano strutture belle e grandi, che in realtà non ho mai visto sulla linea per Milano, ma molto giuste per la stazione di una città . A un tratto appare la scritta ‘Bologna’. Non manca molto, dico io. E mentre lo dico, tra me e me, penso di dare un’occhiata alla valigia. Ma la valigia non c’e’. Non c’e’ sopra, non c’e’ accanto e neppure nell’apposito spazio tra i sedili. (Avete presente com’e’ fatto l’eurostar ?) . L’idea piu’ logica di furto, (mentre dormivo magari qualcuno è sceso a Firenze con la mia valigia)….neppure mi sfiora.
Conclusione: sono partita senza valigia. Non come quell’altro sogno, un po’ ricorrente, dove vado invitata a casa di qualcuno e mi ritrovo senza il pigiama: qui ho proprio lasciato TUTTO a casa, compreso lo spazzolino e il necessario per togliermi quel pò di trucco agli occhi. Mi vorreste chiedere se ero angosciata nel sogno per questa scoperta ? No, solo stupita. Mi dissi: non devo restare molto. Mi arrangerò con quello che ho addosso, me lo farò bastare.
Il sogno è questo. Poi ha suonato la sveglia.
Cosa significa?
Eppoi, dott. Taz, che numeri ci posso giocare da questo sogno ?
Con trepidazione attendo cortese risposta.
Miss P.
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La sveglia arriva sempre sul più bello: il negro alla stazione di milano!
Signorina,
se ha visto strutture belle e grandi ed era diretta a Milano, allora il treno veniva dalla Svizzera e chissà dove andava.
Seppoi era senza valigia beh, allora significa che proprio non la doveva portare cosa alcuna. Doveva partire senza storia, senza ricordi, senza pezze provenienti dal passato; solo con lei, la sua faccia, i suoi chili di carne, le tette e le autoreggenti. Essenziale viaggio verso la meta essenziale e ed orgasmante (aqquanto sembra).
Il sogno è cattivissimo: deve scopare di più.
Comincio a pensare che negli eurostar ci si vada per andare a chiavare: siamo tutti trasfertisti più o meno sessuali.
56 e 26 per Napoli.