12.3.08

Una statistica, please

Ci vorrebbe una statistica,
per ammisurare quanta gomma, ogni giorno, si ietta nelle sgummate.

6.3.08

Ma dove vanno queste donne meravigliosamente...


Q: Ma dove vanno queste donne meravigliosamente vestite di gonne strette più della vite e lunghe fino alle ginocchia, con culi tanto meravigliosi, gambe così ben fatte e caviglie disegnate dai profumi dalla primavera?

R: Vanno ad abballare illatinoamericano.

27.2.08

Un ingegnere elettronico


Mio padre andò a raccogliere le pesche, ed io studiai per venti e rotti anni.
Mia sorella anche.
Mio fratello anche.

E ci avevano raccontato del futuro, dei soldi, del riscatto sociale, del capitale, dei beni di consumo.
Cazzate così.

E mi laureai un anno fa.
Un ingegnere elettronico vecchio ordinamento.
Ho sempre studiato abbastanza. Ho sempre approfondito la conoscenza.

Cominciai a lavorare a giugno da un privato o da uno pseudotale.
Dopo 1 mese e 1/2 non mi diede un euro.
Diceva che non gli avevo prodotto capitale.
Poi andai a lavorare con la regione Campania.
Lavorai per 3 mesi. Mi hanno fatto firmare per 1 e i sindacati non vogliono mettersi contro il camorrista che gestiva il progetto.
6 mila euro persi.

Poi decisi di andare a nord.
Mi chiamò un'azienda: si disse BOSCH GROUP.
Allora accettai di fare lo STAGE.
Stipendio da fame.
I 4/6 dello stipendio al padrone di casa.
Il resto: pura sopravvivenza.

Ho comprato una macchinetta per non andare più dal barbiere.
Un divanoletto per scoparci eventualmente sopra sul quale non ho mai scopato, e quando ci buttai sopra una donna si spaccò.
Ed adesso passo le ore al telefono per farmelo cambiare con uno nuovo... ma credo ci sarà pochissimo da fare. Forse niente.

Faccio spesa al discount, faccio la scheda punti e compro solo prodotti in offerta.
La frutta la compro al mercato.
I vestiti invernali li ho comprati a fine febbraio. Per pochi euro 2 felpe e un paio di jeans.
Sono un ingegnere elettronico.
Ho conservato i soldi per 3 settimane ed ho comprato una bici da 20 euro ed un catenaccio da 12 euro perché qui rubano le biciclette.

Così cominciai a lavorare.
Macché stage. Era un rapporto di lavoro subordinato preciso. Niente formazione Niente responsabili. Lavoro sporco e di responsabilità.
È un rapporto di lavoro subordinato.
Ma non è BOSCH. È un tale che ha amici in BOSCH e mi ha fatto reclutare attraverso i canali di BOSCH.
Ma l'ho capito solo dopo 1 mese. Quando il disastro era oramai andato.

E vorrei tornare a casa.
Ma cosa dovrei scrivervi?
Che mia madre ha i capelli lunghi e sfatti perché non può permettersi un parrucchiere?
E che mio padre piange senza lacrime il fallimento economico dopo una vita passata a leccare le briciole?

Che giaciamo sulla soglia della povertà. Che la camorra ha minacciato mio fratello per delle cose che io scrissi per la rabbia.
E dovrei scendere per fare cosa?
Per sentire ancora il fruscio del vento, il rumore del mare. Per riconoscermi ancora nei ciottoli e nei sentieri di montagna?
Per sentirmi in colpa della povertà dei miei genitori che ci guardavano azzannare fette di carne con i crampi allo stomaco.

E devi conoscere la legislazione lavorativa meglio del datore di lavoro per non farti fottere.
Devi mantenerti i diritti stretti con le unghie per non farteli togliere.
Perché è chiaro... tutto è meglio pur di non fare nulla.

L'Italia non è nella crisi economica.
L'Italia è nell'economia che si è costruita.
L'america ci ha colonizzati per 50 anni, ci ha finanziato le aziende ed il rifiorimento economico lasciandolo gestire (come i paesi attualmente in via di sviluppo) dai fidati (Agnelli, Berlusconi, Olivetti, Acciaierie). Adesso che i debiti di guerra sono stati onorati, hanno destatalizzato, liberalizzato, ritirato gli aiuti lasciando un substrato economico inesistente.
E siamo nelle mani di tutti i sessantottini. Di tutti quelli che giravano coi pastrani di tendenza, cantavano John Lennon, offendevano i docenti delle università.
Adesso sono dappertutto. Da AN a Rifondazione. Si dicono di destra. Di sinistra. Progressisti. Conservatori. Teocon. Teodem. Laici. Ma sono sempre loro.
Siamo nella tutela di coloro che hanno eredidato i sindacati e poi li hanno distrutti.

Ed in questo cataclisma sociale la chiesa tenta di riacquistare la sua violenta centralità sfuttando la debolezza intellettuale.

E i bocconi che mastico sono così amari che l'ironia è impossibile. Ed anche il cinismo.
È difficile persino pensare con lucidità.

Mietta. Sanremo. Chiambretti. Le elezioni. Il futuro dei giovani e dell'italia. Le elezioni. Il popolo delle libertà. Veltroni. Ancora le canzoni d'amore. Casini e Bertinotti. Little Tony.
Mannaggiaddio.

15.2.08

audiotelefonata

Deciso, scartabello tra le pagine dell'agenda malandata.
Sotto il sole
col vestito leggero che un vento caldo...
Il numero.
..mi stringeva più addosso.
Forte respirai
col mio piccolo seno
le mie mani pronte e gli occhi chiusi
senza più paura...
- Pronto?
Tanto bello...
Da concedermi all'amore
- Pronto???
e dormire sotto il sole
- Prontooo ???
e morire tra le viole
e morire tra le viole
Silenzio elettromagnetico.
Nella nebbia
io ti vedo arrivare
fuori c'è freddo
sei stanco e seccato
entri in casa ed io
sto mangiando una mela
ti sorrido e dico
amore domani è primavera

tanto bello
da fermare quel momento
un amore sotto il sole
e morire tra le viole
e morire tra le viole...

Patty Pravo, Taz, una.

13.2.08

Stella do' mare

Na' stella guarda o' mare
cu ll'uocchie chiari chiari
s'interroga si o' core
pe' colpa e' nu dolore
se po' cchiù 'nnamurà

Na' stella guarda a' luna
cu ll'uocchie de' guagliune
s'interroga si 'ammore
e' fantasia d'o' core
e si nu juorno turnarrà

Stella
Stella do' mare
quanti ggiurnate amare
l'ammore fà passà
Stella.
Stella.

E proprio mentre a' guardo
senza me fa vedé
m'accorgo che o' dispietto
lle' cchiure o' core 'mpietto
pe' nun se fa guardà

E proprio mentre pensa
senza se fa vedé
S'accorge che 'e rimpetto
arreto a n'atu cielo
già se stà a' nnammurà


Stella
Stella do' mare
quante ggiurnate amare
l'ammore fà passà
Stella.
Stella
d'o' mare


Gianmaria Testa

1.2.08

...

e l'amore non esiste.
C'è la passione che sventra. Ed è un fatto chimico.
Poi c'è la biondona che or ora esce dal bar, ed è un fatto fisico.

Poi ci sono le sovrastrutture morali e sociali.
E tutti si è reazionari e conservetori.
E tutti, dopo la sbronza si torna all'ovile.
A capo chino.
A ruminare vita medica per sempre.
E l'ultimo giorno di coscienza, quello in cui sovviene la morte o la demenza una luce ci dirà che ci siamo sputtanati una vita con le mediocrità.

Carcassa d'amore

Vita regalata
senza cellophan né scatole
e resa
come merce non conforme.

Lettere elettroniche confuse
bolle d'accompagnamento .

Risposta affogata in incredulità rabbiosa
tesa a ferire (l'ammetto)
tenuta in ostaggio
ulteriore alibi.

E ci si saluta
sempre schiacciando sulla tastiera caratteri
con la freddezza
con cui si saluta il macellaio del supermarchet;

Ma la carne non volevi comprarla.
Non ce l'hai la carne
Non volevi la carne.

Ma è tutta carne.
Solo carne
quanto può darti un macellaio.

"Eravamo come pane e burro"
Forrest Gump
(Forrest Gump parlando di lui e Jenny)

20.1.08

venti gennaio duemilaotto

Lo so. Venite qui e vorreste leggermi.
Ma io lavoro.
Per 600 euro lavoro 8 ore al giorno tutti i giorni.
Nel tempo libero lavoro.
Ed ho capito che internet ha un costo.
Ed ho sentito il peso dei costi delle libertà indotte dal capitalismo.

Quest'ultimo peso non è per me sostenibile.
Vi scrivo e vi scriverò rubando internet dalle strade.

Ho fatto l'amore con un tenero germoglio di vita, e poi questa nebbia mi ha bagnato di malinconici addii.

Al nord piove. E se non piove ci sono le nuvole pesanti e basse.
E se il cielo è sereno allora cala la nebbia a cancellarne il colore.
Non se lo merita il cielo questa gente del cazzo.

31.12.07

capodanno 08

Siederò da solo davanti la mia stufa a gas, tirerò giù pasta e patate.

Alle 23.56 metterò su il film spuorco scelto per l'occasione.
Alle 23.58 il mio cazzo sarà semiduro.

Si chiamano "mezze pugnette". Son fatte senza volontà sessuale.Una specie di alternativa alla desolazione. Un mezzuccio sconcio che l'uomo mediocre adopera per darsi una scossa. Un palliativo. Come l'eroina.

Alle 00:00, o giù di lì, lo sperma fuoriscirà da appositi canali convinto di dover assolvere a funzione riproduttiva rimanendo anch'egli deluso.

Gli offrirò le mie mutande come letto ed insieme, ci faremo compagnia rimuginando donne.
Maldicendo il governo, chiuderemo gli occhi dinanzi all'anno che c'investe, alla solitudine che ci rincorre.

- Notte, Sburro mio.
- Notte, Taz.
- Auguri.
- Auguri pur'atté.

29.12.07

TazWebRadio

(clicca per ingrandire l'immagine)
domenica 30 dicembre 07 - ore 17:00
in diretta sulla radio e nella chat scritti nel volantino
2 ore di delirio postnatalizio e pre-niuiear.

Ci saranno letture, dediche, gruppi troppo alternativi e la possibilità di intervenire in diretta in radio!


*Dettagli Tecnici*

> Radio: scrivete http:://81100.eu.org:7000
- nel browser
- oppure nel media player
- oppure in vlc
- oppure in amarok

>Chat:
- Tipo: IRC
- Client di chat: kVirc (linux) oppure Mirc (windows)
- Server: irc.azzurra.org
- Canale: #81100

24.12.07

24.12.2007

Spasmodico senso di solitudine
palline e fiocchetti
rosso dominante
frittura onnipresente
sorriso imbarazzante

dov'è?
dov'è la mia felicità?

20.12.07

Tutto quanto volevo era pedalare

Quella sera l'autunno inoltrato sfiorava l'inverno, il freddo tagliava il passo a me che impavido mi ficcavo nel groviglietto chilometrico di strade che mi separavano dalla destinazione. Mi ero cacato il cazzo di camminare a piedi.

Le poste centrali erano enormi: l'unico luogo della città dove le bici (quelle di ferro con i freni rocchenroll) erano prive di catenacci a proteggerle da potenziali malinquenti.

Il cattivo ero io stavolta, e la bici mi chiamava nel gelo cadente.
Ed io risposi. Cazzo.
Non dovevo forse?

La gente usciva dalle poste, altri entravano.

L'afferrai per le corna come a domare un toro. Tra l'andirivieni di borghese gentaccia uno aumentava il passo proprio mentre io sfilavo la ruota anteriore dalle forche.

Muovo i miei passi.
Lui anche.
- È sua, cristo.
Correvo con le corna sottobraccio. Uno, due... quatto passi ed eroin groppa.
Accelerarla: quale insormontabile difficoltà.

In tre falcate mi stava quasi alle calcagna.
- Cazzo cazzo!
Premo sui pedali.
- (Mi prenderà...)
- Dove cazzo corri? Pezzo di merda!!
Sgomitolo. Raccabattolo.
- La bici!
Affannava).
- La mia bici cristo!
Bofonchiava con la sciarpa tirata indietro dal vento.
Un moccolo gli pendeva dal naso. Sulla barba incolta il fiatone gelato ristagnava

Scavalcavo la bici per velocizzare l'abbandono del mezzo del reato prima che potesse fottermi. Tenendomi in equilibrio sulle corna e sul solo piede sinistro proseguivo ancora qualche metro.
- Figlio di puttana!
La parete di rete si apriva a fare spazio al cancello che dava sul parco pubblico. Saltato dalla bici e la scaraventavo nel parco.

Accelerava.
Io pure.
Forsennato in corsa, ridevo a crepapelle.

Nel mentre la bici imboccava solitaria ed autonoma la viuzza del parco, l'uomo l'inseguiva con un'inversione a 90 gradi a destra. Mi aveva mollato il tipo.

La bici girava a spirale in senso orario tra le urla del maledetto che allungava già le mani, e facendo per inginocchiarsi sulla dinamo a pochi metri oltre l'ingresso istigò nell'uomo un urlo:
- Uomo di merdaAaAaAaAaaAA!
Afferrava finalmente la bici. Soddisfatto ne valutava eventuali escoriazioni.

Continuavo a correre fino a pogiarmi all'angolo del binario 4 della stazione.
Le risate riecheggiavano impastate al fiatone ed attaccate alle natiche della disperazione.
Il sorriso si riappropriava delle sue labbra.
La luna si dileguava nella nebbia.
La città preparava la cena.

Il desiderio di possesso è più forte della sete di giustizia.

19.12.07

Mare

agglomerato indefinito
di elementarità complessamente intessute
allo sguardo che t'offro
restituisci infinito
...e squasci d'onde.