15.11.05

spaccato (ver. 2)

Non aver mai comprato un “salame Neuroni”, né della “panna dello Chef”, né “il foglio” di Giuliano Ferrara né nessun libro di Bruno Vespa è un rifiuto implicito della veicolazione subliminale una pornografia disumana ed orrenda.

La pornografia umana esplicita, nel suo (s)co(i)nvolgente turpiloquio di bramosie, offre alla tua vista orizzonti e panorami inauditi. Erigendoti a umano fecondo mostra a retine tremolanti colline tagliate da rocce sprizzanti vitalità astrusa e deforme. La pornografia umana esplicita è luogo di eterno ritorno dell’81% dei maschi e del 76% delle femmine.

Percentuali considerevoli di individui che in pubblico smentiscono, negano, usurpano e denigrano la loro stessa natura(1) inneggiando, nel loro complessivo atteggiamento, forme subliminali e spaventose di implicita pornografia umana. O meglio: disumana.

E li vedi che leggono “il mattino” o, più elitariamente, “Il corriere della sera”. Guardano “porta a porta” o “matrix”. Ascoltano con interesse valutando seriamente frasi sporadiche di un chiattone con la wallera e, chiusi nel silenzio dei seggi elettorali, mettono la ICS su “Forza Italia”. Su “Alleanza Nazionale”.

Prendono parte alle manifestazioni Pro-USA e sostengono alzando sempre la voce e con tono iracondo che in IRAQ c’è solo pace.

Inneggiano alla democrazia scrivendo libri in cui Mussolini appare come l’ultimo democratico statista voluto dal popolo.

Ribadiscono ai giovani la proprietà formale del futuro, consci di campare quanto basta per indolenzir per bene ciascun puerile deretano.

Pornografi pornoetici portatori insani di una pseudomorale meno che fallocratica. Menti degenerate. Corrotte. Dominatori vecchi e anchilosati di una società vecchia. Persone-parole intinte in pensieri lordi di stantio.

Una società, la prima della storia antropologica(2), dove solo i vecchi hanno possibilità di vita positiva. Solo i vecchi hanno i soldi. Solo i vecchi hanno un lavoro. Solo i vecchi prendono decisioni. Solo i vecchi ottengono finanziamenti. Solo i vecchi si candidano… e, porcocazzo, solo i vecchi pensano.

Vecchi che inculano giovani.

Se si dovesse pensare ad un emblema della società di questo tempo, sarebbe da valutare la scelta di un’immagine ritraente atti di esplicita pedofilia immersi in una luce avvolgente ed ancestrale. Sfondo azzurro, angeli e vecchi prelati sparsi in ogni angolo del quadro e al centro, in basso, marmaglie di giovinastri insignificanti e fetidi, ipnotizzati da specchi per le allodole, che incensano il potere oleando con distillato di lingua e saliva, sudice anziane scarpe; sotto le quali scivolano, impotenti e fermi, volti di umili padri.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Basta Carminiè!!!
Cominci ad essere un pò noioso!!!Baci Pio

Diavoletto_Taz ha detto...

E da cosa scaturirebbe la noia?

Anonimo ha detto...

Nu juorno na cacata sulitaria,
meza annascosta dint' 'a nu sentiero,
c"o sole 'e luglio e c"o profumo 'e Il'aria
s'annammuraie d"o strunzo 'e nu pumpiero.

Essa era tonna, acconcia, piccerella,
isso era niro, gruosso, frisco frisco;
essa era fatta a fforma 'e cuppulella,
isso rassumigliava a n'obelisco.

E, cu Il' intermediario 'e nu muscone
na bella sera tutta prufumata,
'o strunzo avette 'a dichiarazione
d'ammore d"a cacata nnammurata.

Isso era nato sotto mala stella;
ca maje nisciuno l'aveva guardato ...
Vulette bene a chella cacatella
cchiù assaie d"o culo ca l'avea cacato.

Ma stevano luntano; e sulo 'a luna,
e sulo 'e pprete e sulo 'e ffrasche verde
sapevano 'e turmiente, a uno a uno,
'e chilli duie sperdute piezze 'e mmerda.

E na matina, erano verso Il'otto,
nu cato d'acqua 'a copp"a na fenesta
facette comm"o libbro galeotto
'e 'onna Francesca e Paolo Malatesta.

Benedicenno nzieme chella secchia,
s'astrignèttero forte. Erano sule:
essa Ile regalaje na pellecchia,
isso Ile regalaje dduie fasule.

Chiano, sciulianno dint'a ll'acqua 'alice,
cu nu curteo 'e muschille int"o sentiero,
sotto 'o sole, 'a cacata 'e stiratrice
se mrnaretaje c"o strunzo d"o pumpiero.

E in viaggio 'e nozze stetteno abbracciate
mmiez'a dduie piezze 'e càntere scassate.

Diavoletto_Taz ha detto...

Che spettacolo.
Che musicalità.
Il napoletano è magnifico.
Questa poesia và pubblicata in toto e con cornice.

L'hai scritta tu o fa parte della produzione partenopea storica (Ruocco & C.?).
Dammi stè info così la metto appena posso.

Muoio.

Anonimo ha detto...

Ferdinando Russo (25-11-1866 / 30-1-1927)

Anonimo ha detto...

perchè non riesco ad inserire i miei commenti???

Misan

Anonimo ha detto...

tieni Carmine

Nella notte nera dell'anima
Nigredo che chiama;
visioni di odio e amore come un collage nella mia mente

In un sentiero di foglie morte
raccolgo pezzi del mio passato,
per ricostruire quel mio vecchio mondo fatto di miei sogni e mie
speranze...

MISAN