13.3.08

tredici marzo


Quella sera rientrai prima a casa. Scappai dal lavoro con l'ansia del criaturo curriato dal pittbbull.
Con la tensione di chi aspetta l'esame dell'accaivvù.
Camminai per ore in bici senza sentire che la natura asportasse tensione addominale al mio corpo.

Quella sera tornai a casa e trovai Alehandro.
Occhi verdi, maglietta a mezze maniche, capelli rasati.
Il suo piccì processava bit che approssimavano suonate di Sebastian Bach.
La casa aveva le finestre spalancate, i pavimenti un odore di pulito. Tutto sembrava sbrilluccicare.

Alehandro fu la primavera che mi piombò in casa quella sera. I suoi germogli di sorriso disseminavano di polline di spensieratezza ogni piastrella della casa sfatta, ogni pezzo di muro.

Da quella sera cenai in una compagnia che aveva spazzato via la nebbia dalle strade, che aveva placato il vento, che aveva scaldato l'aria, che aveva disteso le radure, che aveva evaporato la brina, che aveva asciugato la pioggia, che aveva richiamato i passeri.
Che aveva fracassato il silenzio sotto gli sfrigolii degli uccelli.

Da quella sera la mattina mi svegliai prima per correre in bici con gli abiti da lavoro, per attraversare a piedi le radure immense che dividono gli edifici: questi strani masi della pianura padana. Per sentire il gorgoglìo degli acquitrini, delle rane.

Da quel mattino cominciai a disintossicarmi l'anima, prima d'infangarmi di lavoro.

6 commenti:

fede ha detto...

questi sono i miracoli che solo un grande amore o una grande amicizia riescono a compiere.Sono felice per te e il cerchio si chiude a 2 giorni dal 15 marzo

Anonimo ha detto...

Bar Anni 80
Stamattina ho fatto una colazione anni 80 in un Bar con la Foto di Maradona con uno dei proprietari attaccata al muro.
I gestori e proprietari sono fratelli, ambi due quasi uguali con la stessa espressione, cortesi, sono aperti 24 ore su 24 sulla Via Nazionale Appia.
Il cappuccino era tiepido come piace a me, servito in tazze di marroni, con il bordo doppio. Il locale è sobrio, con rivestimento sulle pareti in plastica simil legno. I clienti tutti vestiti da lavoro, gente onesta si vede da come sono stanchi già al mattino.
Sono luoghi e gente del sud.

Un ragazzo del sud

Anonimo ha detto...

Errata Corrige: "Tazza Marrone", e non "di Marrone".
Scusate l'errore l'ho fatto mentre sorseggio un caffè di una macchinetta automatica con chiavetta reggi euro ricaricabile con microcip a memoria Eprom Philps. Bevuto in bicchieri di plastica bianchi.

Uno schifo

Diavoletto_Taz ha detto...

Bevanda al gusto di caffé.
Mai caffé.

L'aggettivo "grande" è inutile. Credo nei sostantivi.
Non ci sono cerchi che si chiudono.
Le amicizie, quelle non nascono, te le ritrovi tra i piedi e "amore" è una parola che gronda sangue.

Buongiorno

fede ha detto...

i sentimenti debbono e vogliono essere misurati ,vi sono meravigliosi amori e instancabili amicizie...amori leggeri e fugaci come le farfalle a primavera e forti e profondi come quello che si prova abbracciando un bambino o il proprio cagnolone umido di pioggia o come quello che prova il ragazzo del sud per la sua terra e la sua sfinge ...e amicizie inutili.. e amicizie tenaci, di cuori che pulsano all'unisono e si nutrono dei sorrisi dell'altro...ma l'importante ,come dici tu ,è crederci.. nell'amore e nell'amicizia.
buonasera

Anonimo ha detto...

Che succede taz...?
Perchè tanto livore?
Qualche ferita che ancora brucia?

Le amicizie se te li ritrovi tra i piedi non "nascono" è vero, sono d'accordo.
Ma se te li ritrovi nei momenti tristi e nei momenti di gioia, quelle si che "nascono".
"L'amore" quando è autentico non ha bisogno di nessun aggettivo.
L'amore è solo amore e basta.
Un caro saluto.

P.S. (inutili anche le "virgolette")?