Ero nudo e me l'avete messo nel culo,
Ero affamato e mi avete fatto ubriacare,
Avevo sete e mi avete abbuffato di freselle,
innocente e mi avete carcerato.
Mò, ci avete cacato il cazzo.
24.7.08
20.7.08
17.7.08
femmine napoletane
ANSA: Una rissa per contendersi un posto auto per disabili. Le protagoniste sono sette donne, tutte residenti ad Ercolano. Si sono insultate e picchiate, fino a colpire con lanci e pugni anche i carabinieri giunti sul posto per dividerle. Ora sono tutte accusate di rissa aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. Arrestate dai carabinieri di Torre del Greco in flagranza di reato, sono in attesa di essere giudicate per rito direttissimo.
Dopo essere state bloccate, le donne sono state trasportate all'ospedale Maresca di Torre del Greco per lievi escoriazioni.
16.7.08
ArTaZ #1: Quinto Livello Metalmeccanico
11.7.08
Gravità
Dopo Fisica1, comprai una pala e cominciai a scavare nel giardino un fosso.
Non ricordo quanti anni contai fino a che il mio ombelico coincidesse col centro di massa del pianeta.
Nel vano tentativo d'implodere, deluso, sputai addosso alle congetture.
E risalii in superficie e niente fu più come prima, tranne la questione della gravità e la gravità della questione.
Non ricordo quanti anni contai fino a che il mio ombelico coincidesse col centro di massa del pianeta.
Nel vano tentativo d'implodere, deluso, sputai addosso alle congetture.
E risalii in superficie e niente fu più come prima, tranne la questione della gravità e la gravità della questione.
- Femmina.
- Maschio... dimmi.
- Potrei schematizzare tutto il corpo tuo come un'unico punto e sai dov'è la fregatura?
- Dove?
- Che non sarebbe mai il tuo punto G.
5.7.08
cinque luglio
3.7.08
epilogo

Quella mattina mi sentii leggero come mai.- Un succo di frutta all'arancia.- Arrivederla signor Paolo.
- Due. Il mio con ghiaccio. Grazie.
- Anche il mio.
- Che bello il mercato. E' un fenomeno sociale senza tempo.
- Si. E' vero. Però il mercato del sabato è meno autentico.
- Dice? Si... troppi colletti bianchi in mezzo alla frutta stonano.
- Mi firma allora?
- Certo che firmo. Togliermi dalle palle la vostra azienda è la mia pace.
- hehehehe
- Che fa? Ride?
- Non posso parlare. In fondo sono ancora un dipendente.
- Beh, ha un futuro!
- Hehehehe potessi me ne andrei in inghilterra.
- Però... a far cosa?
- Pasta asciutta. Quei coglioni degl'inglesi vanno matti per le cazzate italiane. Vorrei una casa in campagna e un cane e... mia moglie.
- Lo faccia.
- Mia moglie non vuole.
- Provi col cane.
- Ci andrò appena finirò di lavorare. Fino alla morte.
- Le auguro che la morte non giochi d'anticipo. Una fine bucolica è anche il mio sogno.
- Lei è un galantuomo.
- Lo so. E per gli scostumati proporrei la violenza fisica quotidiana. Ho incontrato camorristi molto meno scostumati del direttore.
- Hehehehe
- La scostumatezza è una malattia genetica che si manifesta e degenera in assenza di mazzate.
- Pensavo alla sua lettera di dimissioni e a quella indirizzata al direttore.
- E cosa pensava?
- Che lei dovrebbe scrivere un libro.
- Il succo di frutta è finito. Paga lei? (sorrido)
- Bene... il mio numero ce l'ha. Qualunque cosa le occorra mi chiami.
- Lei ha il mio, per qualunque problema mi chiami. Sono meno pasticcione di lei, e più scientifico, quindi potrà chiamarmi per le cose serie.
- Hehehehehe! Arrivederla signor TaZ.
Montai sul sellino e, specchiandomi nelle pozze d'acqua della dignità, pedalai fino al fondo dell'anima mia.
1.7.08
primo luglio
Quella sera sarei uscito volentieri per una copula.
O, almeno, per un complemento di moto a luogo.
O, almeno, per un complemento di moto a luogo.
29.6.08
29 giugno
Ribaltare la prospettiva d'interpretazione della realtà.
Rivederla sovvertendo ogni giudizio per approdare ad una chiave di lettura dove il sistema osservato non conserverà nulla se non la sua oggettiva superflua manifestazione.
Solo allora si ha la forza di sbarazzarsene.
Di godere di rinnovata forza.
Di affrontare il tempo che imperterrito si dipana. Con nuovi orizzonti.
Rivederla sovvertendo ogni giudizio per approdare ad una chiave di lettura dove il sistema osservato non conserverà nulla se non la sua oggettiva superflua manifestazione.
Solo allora si ha la forza di sbarazzarsene.
Di godere di rinnovata forza.
Di affrontare il tempo che imperterrito si dipana. Con nuovi orizzonti.
26.6.08
23.6.08
Mobbing
mob|bing
s.m.inv.
ES ingl.
1 TS etol., l’insieme dei comportamenti aggressivi tipici di alcuni animali, spec. uccelli, nei confronti di un predatore
2 TS psic., sociol., spec. in ambienti di lavoro o comunità, persecuzione ed emarginazione nei confronti di un singolo individuo da parte del gruppo in cui è inserito
s.m.inv.
ES ingl.
1 TS etol., l’insieme dei comportamenti aggressivi tipici di alcuni animali, spec. uccelli, nei confronti di un predatore
2 TS psic., sociol., spec. in ambienti di lavoro o comunità, persecuzione ed emarginazione nei confronti di un singolo individuo da parte del gruppo in cui è inserito
20.6.08
Venti Giugno
Quella sera, che fu un pomeriggio, incontrai in una salumeria un suonatore di fagotto che affettava un ettoemmezzo di cotto di Parma in offerta speciale sono centosettantachefacciolascio.
15.6.08
quindici giugno
Quella notte non riuscii a dormire.
Nonostante il freddo inzuppato d'acqua di quel giugno dadimenticare mi ostinavo a dormire in canottiera e a svegliarmi con la schiena indolenzita di freddo ed umidità.
Quella notte sognai di me e di me ancora.
Ed eravamo entrambi nella Fiat Tempra Bianca 1.4 ie targata Viterbo, la mia prima macchina, quella dove scopai la prima volta. Un rottame che non esiste più e tornava dal passato ci ospitava mentre eravamo su una salita e l'altro me guidava.
Sentii il male spandersi nell'abitacolo insieme a quella risata che risunava in faccia ai vetri bagnati fi pioggia scrosciante. Il cielo era schiarito sul fondo e si vedeva una luna velata coi contorni colo blu.
Dritti al burrone.
Mi svegliai di soprassalto e, con la paura che trovò un pò di spazio in mezzo ai tremolii di freddo sul groppo della schiena, andai a lavorare anche quel mattino.
Se esiste un dio che giudica alla fine, con asprezza ci giudicherà non per i peccati che abbiamo commesso ma per come abbiamo sprecato la vita.
Nonostante il freddo inzuppato d'acqua di quel giugno dadimenticare mi ostinavo a dormire in canottiera e a svegliarmi con la schiena indolenzita di freddo ed umidità.
Quella notte sognai di me e di me ancora.
Ed eravamo entrambi nella Fiat Tempra Bianca 1.4 ie targata Viterbo, la mia prima macchina, quella dove scopai la prima volta. Un rottame che non esiste più e tornava dal passato ci ospitava mentre eravamo su una salita e l'altro me guidava.
-Dov'è che vai!? Dove vai?e cominciò a ridere.
Sentii il male spandersi nell'abitacolo insieme a quella risata che risunava in faccia ai vetri bagnati fi pioggia scrosciante. Il cielo era schiarito sul fondo e si vedeva una luna velata coi contorni colo blu.
- Dove cazzo mi porti, TaZ!!?
Dritti al burrone.
Mi svegliai di soprassalto e, con la paura che trovò un pò di spazio in mezzo ai tremolii di freddo sul groppo della schiena, andai a lavorare anche quel mattino.
Se esiste un dio che giudica alla fine, con asprezza ci giudicherà non per i peccati che abbiamo commesso ma per come abbiamo sprecato la vita.
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